lunedì 27 dicembre 2010

Dossier Wikileaks: Assange arrestato e rilasciato per stupro. Wikileaks e i Pentagon Papers. Quali similarità? Quale Lezione?


Dossier WIkileaks: Accusato di stupro, in procinto di scrivere una biografia: Assange paladino della libertà di informazione o terrorista internazionale?

Proviamo a dare una risposta.

Lo scopo di Wikileaks è quello di denunciare gli "arcana corporis" degli stati, così come le azioni contrarie alla giustizia e censurate dai dirigenti e funzionari dei vari paesi. 
Le informazioni ricevute sono analizzate da una commissione speciale, prima di essere considerate valide per la pubblicazione. Wikileaks stabilisce quindi una strategia specifica per la loro divulgazione, affinché ogni operazione abbia l'effetto di una "bomba" nella zona interessata dalle rivelazioni.

A mio avviso è possibile stabilire un parallelo con i "Pentagon Papers", documenti top-secret di 7000 pagine del Dipartimento della difesa americano che furono rivelati da Daniel Ellsberg nel 1971 durante la presidenza Nixon e pubblicati in prima pagina il 13 luglio dal New York Times


Come per i Pentagon Papers, le rivelazioni di Wikileaks, pubblicate su giornali ed altri media internazionali, mostrano il lavorio sconosciuto della segreteria di stato degli Stati Uniti e le sue strategie. Hillary Clinton continua a scusarsi, quasi quotidianamente, a nome degli Stati Uniti d'America, con i leader dei paesi che vengono implicati di volta in volta. 
Contestualmente la segreteria di stato tenta di demonizzare Julian Assange come pericoloso terrorista. Lo si accusa di spionaggio e Obama ha espresso il desiderio di arrestarlo.
Il canadese Stephen Harper ha espresso anche l'idea che Assange debba venire assassinato. 

Assange è stato tenuto in prigione per nove giorni per un presunto reato sessuale a danni di due partner (che lo accusano della rottura del profilattico durante il rapporto sessuale. Stiamo parlando di questo: una fattispecie di reato che esiste solo in Svezia). E' difficile non vedere in questo un azione cospirativa volta a compromettere l'uomo che più di ogni altro simboleggia WIkileaks.

Queste azioni anti-Assange sono diventate più sistematiche da quando ha annunciato che Wikileaks aveva in mano i documenti interni di una delle più grandi banche degli Stati Uniti e l'intenzione di svelarli al più presto. Questi documenti dimostrerebbero l'irresponsabilità dell'istituto bancario nella catena di eventi che hanno portato alla crisi economica che ha scosso il mondo occidentale.
Numerosi commentatori hanno sottolineato come i responsabili di questa banca temano come la peste le rivelazioni di Assange e facciano di tutto, nell'ombra, per farlo smettere: pressioni nei confronti dei governi, tagli delle donazioni in denaro via Pay-Pal, ecc . 

La questione che si pone è se Julian Assange debba essere processato e imprigionato, Wikileaks chiuso oppure se stia semplicemente esercitando un diritto riconosciuto da tutte le costituzioni liberali. Se sia colpevole di aver diffuso documenti riservati o segreti, o se la colpa non sia attribuibile al governo degli Stati Uniti per non avere garantito sufficienti controlli.

Sottolineo subito che Julian Assange è, a mio avviso, un campione della libertà di informazione. Negli Stati Uniti, la Corte Suprema ha stabilito che i media possono "pubblicare informazioni riservate che incidono sulla sicurezza militare o nazionale".

Nel caso dei "Pentagon Papers", la Corte Suprema degli Stati Uniti ha anche statuito che "solo una stampa libera e senza vincoli può efficacemente esporre gli inganni dei governi".
In altre parole, quelle del giudice Black: "La stampa (dal punto di vista dei Padri fondatori) deve servire ai governati e non ai governanti. Il potere del governo di censurare la stampa è stato abolito perché la stampa rimanesse per sempre libera di censurare il governo". Quanto scritto è, a mio avviso, sufficiente a giustificare e legittimare l'operato di Julian Assange. 

Come ha sostenuto il senatore Paul: "Se nella nostra società la verità diventa un tradimento, significa che abbiamo grossi problemi."

Chi è interessato a capire e comprendere il mondo, ha il diritto di essere informato: è necessario per qualsiasi persona  democratica che intenda scegliere in modo intelligente il futuro del proprio paese. Il popolo, i cittadini, noi abbiamo il diritto di essere ben informati, al fine di formarsi opinioni e compiere scelte in maniera sana e corretta. 
Se queste informazioni sono fornite, manipolate, o anche solo sussurrate dai politici, saremo  necessariamente impossibilitati a formare le opinioni corrette e le scelte giuste.
Ciò che è emerso, dopo la pubblicazione dei documenti di Wikileaks, è che spesso ci sono state fornite informazioni incomplete. 

Dunque si può comprendere come Wikileaks con la sua azione rafforzi la democrazia nella misura in cui fornisce alla cittadinanza strumenti utili alla formazione dell'opinione.
In questa prospettiva è evidente come occorra difenderla, in quanto organizzazione che si dedica ad informarci correttamente sulla base di documenti autentici.

3 commenti:

  1. Qualche precisazione si impone. Le ridicolissime accuse di stupro sono precedenti alle rivelazioni del sito di Assange. Quel tipo di stupro è presente solo nella legislazione svedese e comporta il pagamento di un’ammenda di 715$. In prima battuta la magistratura svedese aveva archiviato o ignorato il caso, per poi riprenderlo con una virulenza inaudita dopo l’inizio delle rivelazioni.
    La tua affermazione “per non avere garantito sufficienti controlli”, riferita alla diplomazia statunitense vuole dire nel mantenere la riservatezza o nel vagliare la bontà delle informazioni ricevute?
    Per il resto condivido.

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  2. Ciao Luigi, innanzitutto ti ringrazio per contribuire in maniera così incisiva e puntuale a questo piccolo spazio che sto cercando di allestire. Ti ringrazio.
    Per quanto concerne le accuse di stupro (ridicolissime concordo) sì, esatto, come ho scritto "si tratta di una fattispecie di reato che esiste solo in Svezia."
    Per i sufficienti controlli mi riferisco all'incapacità di garantire la riservatezza delle informazioni.
    Alla prossima!

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  3. Esattamente quello che pensavo io.

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