giovedì 6 gennaio 2011

Cina: la sua ascesa economica, politica, e militare. Un processo che rischia di generare conseguenze gravi su scala planetaria?


L'emergere della Cina sul proscenio mondiale come grande potenza economica ha sviluppato una serie di problemi diplomatici capaci di generare nuove tensioni internazionali.




LA CINA E LE NORME INTERNAZIONALI

In politica estera la Cina si è dimostrata progressivamente disposta ad adottare ed accettare una serie di norme internazionali, ad esempio per quanto concerne le pratiche commerciali o la non proliferazione nucleare. Questa accettazione delle norme internazionali non si applica tuttavia ai dossier relativi, ad esempio, ai diritti umani. In questo campo la Cina si mostra fieramente ostile, rivendicando l’originalità del sistema valoriale asiatico rispetto ai diritti dell’uomo che sono considerati come esogeni, artificiosi ed anche, paradigmatici dell’imperialismo occidentale.
Questa accettazione talvolta superficiale delle norme internazionali è anche dovuta a ragioni congiunturali. La Cina si percepisce ancora come troppo debole per opporsi alle regole internazionali, non disponendo di sufficiente forza per modificarle a proprio vantaggio.



IL PROGETTO EGEMONICO CINESE


L'obiettivo cinese è quello di sviluppare un’egemonia regionale per poi poter rivendicare un ruolo da potenza in campo internazionale
Questa obiettivo poggia su due differenti basi: il potere economico e il potere militare. 
Il problema è che queste due basi sono tra loro piuttosto contraddittorie.
Per la Cina è difficile cioè affermare il proprio potere militare senza subire pesanti ripercussioni in campo economico. 
Incrementando la propria forza militare rischia di spaventare gli investitori ed arrestare dunque il flusso di investimenti da cui dipende la sua crescita. 
E’ emblematico di questo paradosso il fatto che, dopo avere annunciato  l'aumento delle spese militari del 7,5 per cento nel 2010, per un totale di 78 miliardi di dollari, Li Zhaoxing, portavoce dell'Assemblea nazionale del popolo, si è subito affrettato a precisare che si tratta di spese nettamente inferiori a quelle statunitensi che nel 2010 hanno toccato quota 664 miliardi di dollari.

LE PRIORITÀ' DIPLOMATICHE DELLA CINA  


Le priorità diplomatiche cinesi possono essere riassunte in 4 direttrici.


  • La riunificazione nazionale, vale a dire il ritorno di Taiwan alla madrepatria.
  • La questione delle frontiere. Tutte le controversie relative alle frontiere terrestri sono stati regolate nel corso degli ultimi 15 anni, ad eccezione di quelle con l'India. La Cina è attualmente impegnata a sviluppare una nuova politica di vicinato, che implica una rottura con il vecchio detto cinese "per avere buoni vicini occorre una buona recinzione ".  La Cina, invece, è impegnata a marcare di più in più le proprie intenzioni di solidarietà e cooperazione. Questa seconda direttrice ha ripercussioni sul fronte interno, prefiggendosi di mantenere il controllo sulle province periferiche della Cina come il Tibet e lo Xinjiang.
  • Gli altri stati asiatici, che offrono un terreno fertile per la diplomazia. E’ il caso del Giappone e della Corea.  Per quanto concerne la Corea, la Cina sostiene la sua divisione, e fa di tutto per garantire la permanenza del regime nord-coreano: lo scenario più negativo sarebbe il suo crollo e la riunificazione della penisola. La divisione della Corea permette alla Cina di essere un partner indispensabile, l'unico in grado di influenzare la Corea del Nord.  La pressione che il governo di Pechino può esercitare sulla Corea del Nord gli consente di rafforzare l'immagine di potenza responsabile.
  • Il resto del mondo ed in particolare gli Stati Uniti rappresentano simultaneamente il principale partner cinese ed il primo motivo di preoccupazione.  Dopo l’11 Settembre la Cina ha sviluppato la considerazione che gli Stati Uniti hanno avviato una strategia di conquista del mondo basato sulla loro assoluta superiorità militare. La risposta cinese è stata dunque piuttosto difficile, e si è sostanziata nell'offrire agli Stati Uniti una cooperazione costruttiva volta alla co-gestione cino-americana in Asia. Proposta alla quale gli Stati Uniti non hanno risposto positivamente, secondo Pechino perché gli Stati Uniti mettono scientemente in atto una politica di contenimento nei loro confronti, come attesterebbe l’accordo sul nucleare civile tra Stati Uniti e India. La politica cinese nei confronti degli Stati Uniti resta tuttavia volta alla pacificazione  affinché non siano tentati di impegnarsi maggiormente nella zona  aumentando la presenza militare rispetto alle basi di cui dispongono attualmente.

In conclusione, ciò che occorre ancora una volta sottolineare è che la Cina rappresenta già un attore centrale nello scenario diplomatico internazionale, capace di agire efficacemente in scenari differenti (Asia Centrale, Sud Est Asiatico, Europa...), e che, in parallelo, la sua crescità imporrà altrettanti problemi al mantenimento degli equilibri internazionali
.

13 commenti:

  1. La Cina deve preoccuparsi di cambiare un regime politico deleterio

    RispondiElimina
  2. Sempre meglio che gli Stati Uniti che hanno veramente imposto dittature e sangue in giro per il mondo!

    RispondiElimina
  3. E questo cosa centra??

    RispondiElimina
  4. Marcello Delblu, consigliere politico della Farnesina6 gennaio 2011 07:56

    Buongiorno a tutti, a mio parere, ritengo che il problema reale per quanto concerne la Cina, è che la sua crescita determinerà lo stravolgimento dei rapporti di forza mondiali e così facendo si produrranno avvicendamenti sul proscenio mondiale difficilmente pacifici.

    RispondiElimina
  5. Procedendo punto per punto osservo.
    Se vuoi farti capire da tutti, parole come “valoriale” (bruttissima), “esogeni”, “paradigmatici”, andrebbero evitate e sostituite con altre sinonimi.
    Mi piace l’espressione “di più in più”, molto chiara.
    L’analisi che segue è convincente. Aumentare il potere militare significa ridurre quello economico.
    Qual è l’importanza strategica di Taiwan?
    Manca nel tuo articolo l’analisi dei titoli di debito sovrano statunitense acquistati dalla Cina in modo massiccio e, mi pare di ricordare, condizionante pesantemente l’economia degli U.S.A.

    RispondiElimina
  6. Valoriale bruttissima?? uhm...mi sa che hai ragione...è un lessico che non passa nel mondo della blogosfera, è lo scopo è farsi capire. Dunque occorre essere un poco più divulgativi..
    Per quanto concerne i punti che hai detto ho intenzione di affrontarli nei prossimi blog.

    Cmq grazie davvero, e se hai qualche suggerimento da darmi per migliorare il blog sappi che ne sarei onorato

    RispondiElimina
  7. Prendi ad esempio Giovanni Sartori.

    RispondiElimina
  8. Be' devo dire che lo apprezzo, anche se mi pare che quando tratti di berlusconi tenda a perdere il suo tratto accademico per prendere un piglio più "politico", a scapito di quello "politologico"

    RispondiElimina
  9. A me non sembra, anzi, a volte, appare fin troppo remissivo, sopratutto per il suo carattere di toscanaccio. Certo, non è glaciale, questo è certo. Piuttosto, talvolta fa dei gesti di rassegnazione, come per dire "che ci posso fare", lasciando intendere che non è che non ne sono capaci, non vogliono intendere il suo ragionamento, per cui lo interrompono continuamente e anche i conduttori gli rubano il tempo. Lo trovo terribilmente fastidioso questo interrompere per non far capire a chi ascolta un ragionamento difforme da ciò che si vuole far capire.

    RispondiElimina
  10. Be', devo dire che quando parla di "sultanato" è giornalisticamente impeccabile. E' un concetto che passa e seduce. Ma a mio parere è una speculazione che non poggia su basi scientifiche, (della scienza politca)

    RispondiElimina
  11. Meriterebbe che tu facessi un post su questo argomento! Lo puoi fare lungo quanto vuoi. Almeno a me non basta l'affermazione che non poggia su base scientifica non tanto la sua definizione di "Sultanato", che è giornalistico-televisiva, ma il pensiero che suppongo sia alla base di questa estrema sintesi.

    RispondiElimina
  12. Lo farò. Mi permetto sommessamente di dire che trovo tutte queste speculazioni sulla forma stato al tempo di berlusconi, per l'appunto, delle speculazioni. Ma prometto che mi spiegherò profusamente in un post a venire.

    RispondiElimina
  13. Condivido, però, regnante Berlusconi che altro possiamo fare, oltre a desideri proibiti?
    Inoltre, mi piace molto come scrivi.
    Ti farò una domanda privata, con la posta elettronica.

    RispondiElimina