Fronte alla situazione descritta nel precedente post, il governo di Pechino nell'ultimo periodo si è dichiarato favorevole ad una "riunificazione pacifica della Patria", addolcendo di molto la sua posizione che prima era contrassegnata dallo slogan "liberare a qualsiasi costoTaiwan".
La proposta di riunificazione della Cina continentale riprende dunque la stessa formula della RAS (regione ad autonomia speciale) utilizzata per Macao e Honk Kong: uno stato, due sistemi economici e sociali.
Taiwan potrà, in questa prospettiva, mantenere le proprie forze armate, il suo sistema economico e lo stile di vita. Il governo cinese promette ugualmente di non interferire negli affari locali e nei rapporti economici e culturali di Taiwan con l'estero. Taiwan continuerà a condurre nel modo che ritiene più opportuno la propria diplomazia economica e culturale, in cambio del riconoscimento della supremazia politica della Cina.
Tutto ciò non solleva solleva alcun entusiasmo a Taiwan. I taiwanesi evidenziano i problemi affrontati nel corso della riunificazione tedesca, un'operazione lunga e costosa e le differenze economiche tra i due paesi. Oggi 22 milioni di taiwanesi producono un prodotto nazionale che rappresenta la metà della ricchezza nazionale prodotta da più di un miliardo di cinesi. Un tenore di vita 5 volte superiore a quella della Cina.
Inoltre, oggi Taiwan può essere descritta come una vera democrazia.
Dal punto di vista economico i due paesi conoscono un avvicinamento sostanziale: gli interscambi commerciali sono rapidamente incremento dal 1987. Taiwan oggi è il quarto partner commerciale della Cina continentale, 30 000 aziende taiwanesi operano sul continente e più di 100 000 cittadini taiwanesi vivere stabilmente in Cina.
Oltre a questa dipendenza economica, la Cina fa anche leva sull'arma militare.
Centinaia di missili sono puntati su Taiwan. Missili ovviamente destinati ad avere un effetto deterrente: ad esempio, nel 1995 e 1996, in concomitanza con le elezioni parlamentari e presidenziali, la Cina ha effettuato tre lanci di missili. L'esuberanza militare cinese è volta a promuovere sull'isola un gruppo di pressione che favorisca una politica accomodante nei confronti della Cina continentale e indebolisca il movimento indipendentista che esiste a Taiwan.
Tuttavia l'impatto di queste prove di forza è stato alquanto scarso. Il dibattito politico è rimasto in gran parte insulare e la questione della riunificazione non ha assolutamente monopolizzato la campagna elettorale. Si è piuttosto riscontrato che, durante la campagna elettorale, tra l'80 e il 90% degli elettori si dimostrava del tutto contrario alla riunificazione con la Cina.
La legge cinese del marzo 2005, ufficialmente chiamata legge anti-secessione, che legittima l'uso della forza a fronte di eventuali dichiarazioni d'indipendenza, è stata considerata come l'espressione delle intenzioni aggressive da parte della Cina nei confronti di Taiwan.
Fronte a quelle che sono state considerate provocazioni, Taiwan ha manifestato l'ambizione di divenire uno stato sovrano ed ha considerato improponibile qualsiasi prospettiva di reunificazione fino a quando la Cina continentale non svilupperà realmente un sistema politico democratico e pluralista.
In questa prospettiva, il 4 marzo 2007, Taiwan ha proclamato un nuovo elenco di 4 desideri:
- Taiwan vuole l'indipendenza.
- Taiwan vuole cambiare il suo nome.
- Taiwan vuole una nuova costituzione.
- Taiwan vuole crescere.
Il momento della proclamazione è stato scelto accuratamente, proprio in coincidenza con le olimpiadi di Pechino, momento nel quale la cina era sostanzialmente impossibilitata ad agire.
Come si può comprendere i momenti di attrito tra i due paesi restano molti. Ugualmente la stessa presenza di questi attriti è utile a mostrare che, nonostante il tempo passato, l'Asia non è ancora uscita dall'assetto generato dalla fine della seconda guerra mondiale
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martedì 25 gennaio 2011
domenica 23 gennaio 2011
Taiwan e la Cina 1. Cronaca di una separazione dolorosa
La Cina è impegnata da un decennio in una ambiziosa politica di recupero dei territori persi nel corso nella sua storia.
I primi due territori recuperati sono stati Hong Kong, il 1 ° luglio 1997, e Macao, colonia portoghese per 400 anni, il 20 Dicembre 1999.
La Cina si è dimostrata molto attenta nel non contrastare i fondamenti della prosperità delle due isole, al tempo stesso sviluppando una politica intelligente e insidiosa di erosione della democrazia in questi paesi .
La storia dei rapporti tra Taiwan e Repubblica Popolare è quantomeno differente rispetto a quella delle due isole, e pare quasi rappresentare, essa stessa, una biografia abbastanza curata della Cina.
Storicamente chiamata Formosa, Taiwan ha conosciuto una fase di dominio coloniale giapponese tra il 1895 e il 1945. Per 50 anni i cinesi di Taiwan sono stati separati dai loro compatrioti e inseriti nell'Impero giapponese, con l'instaurazione sull'isola di un regime autoritario che tuttavia ha consentito la modernizzazione e la crescita economica dell'isola.
Ne 1945 quando la Cina recupera l'isola, Taiwan è radicalmente trasformata, risulta poco familiare ai cinesi, che non la conoscono a sufficienza: l'élite parla giapponese, la società si è andata diversificando di più in più. Nel 1949, con la proclamazione della repubblica popolare cinese e la vittoria di Mao Tse-tung, le truppe di Chiang Kai-shek si rifugiano nell'isola, che finisce sotto la protezione degli Stati Uniti. Mao deve dunque abbandonare qualsiasi velleità di conquista.
Lo sviluppo conosciuto da Taiwan è complesso e contraddittorio.
Il successo economico è totale: la riforma agraria è riuscita, la popolazione presenta livelli di studio pari ai paesi occidentali e si trova un'alta concentrazione di manodopera specializzata. Taiwan risalta dunque per contrasto se rapportata ai capricci economici della Repubblica Popolare.
Tuttavia, dal punto di vista politico, Taiwan resta a lungo una dittatura: la legge marziale rimarrà in vigore ininterrottamente fino a luglio 1987.
Il paese è in guerra con i cinesi. Solo dopo la morte di Chiang Kai Shek nel 1975 è stato possibile avviare gradualmente la transizione alla democrazia. Nel 1986 i partiti di opposizione sono stati legalizzati e si è entrati nella fase multipartitica. Con la revisione della Costituzione è stato istituito un governo rappresentativo che prevede l'elezione del presidente a suffragio universale.
FINE PRIMA PARTE
Nel prossimo post analizzeremo profusamente le possibilità di riunificazione, i contrasti e le costrizioni di natura esterna ed interna che condizionano gli sviluppi di questa prospettiva
I primi due territori recuperati sono stati Hong Kong, il 1 ° luglio 1997, e Macao, colonia portoghese per 400 anni, il 20 Dicembre 1999.
La Cina si è dimostrata molto attenta nel non contrastare i fondamenti della prosperità delle due isole, al tempo stesso sviluppando una politica intelligente e insidiosa di erosione della democrazia in questi paesi .
La storia dei rapporti tra Taiwan e Repubblica Popolare è quantomeno differente rispetto a quella delle due isole, e pare quasi rappresentare, essa stessa, una biografia abbastanza curata della Cina.
Storicamente chiamata Formosa, Taiwan ha conosciuto una fase di dominio coloniale giapponese tra il 1895 e il 1945. Per 50 anni i cinesi di Taiwan sono stati separati dai loro compatrioti e inseriti nell'Impero giapponese, con l'instaurazione sull'isola di un regime autoritario che tuttavia ha consentito la modernizzazione e la crescita economica dell'isola.
Ne 1945 quando la Cina recupera l'isola, Taiwan è radicalmente trasformata, risulta poco familiare ai cinesi, che non la conoscono a sufficienza: l'élite parla giapponese, la società si è andata diversificando di più in più. Nel 1949, con la proclamazione della repubblica popolare cinese e la vittoria di Mao Tse-tung, le truppe di Chiang Kai-shek si rifugiano nell'isola, che finisce sotto la protezione degli Stati Uniti. Mao deve dunque abbandonare qualsiasi velleità di conquista.
Lo sviluppo conosciuto da Taiwan è complesso e contraddittorio.
Il successo economico è totale: la riforma agraria è riuscita, la popolazione presenta livelli di studio pari ai paesi occidentali e si trova un'alta concentrazione di manodopera specializzata. Taiwan risalta dunque per contrasto se rapportata ai capricci economici della Repubblica Popolare.
Tuttavia, dal punto di vista politico, Taiwan resta a lungo una dittatura: la legge marziale rimarrà in vigore ininterrottamente fino a luglio 1987.
Il paese è in guerra con i cinesi. Solo dopo la morte di Chiang Kai Shek nel 1975 è stato possibile avviare gradualmente la transizione alla democrazia. Nel 1986 i partiti di opposizione sono stati legalizzati e si è entrati nella fase multipartitica. Con la revisione della Costituzione è stato istituito un governo rappresentativo che prevede l'elezione del presidente a suffragio universale.
FINE PRIMA PARTE
Nel prossimo post analizzeremo profusamente le possibilità di riunificazione, i contrasti e le costrizioni di natura esterna ed interna che condizionano gli sviluppi di questa prospettiva
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