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domenica 16 febbraio 2014

La Coerenza di Matteo Renzi in 11 passi




All'alba del nuovo governo di Matteo Renzi, mettiamo in fila qualche dichiarazione del trentanovenne ex sindaco di Firenze, e vediamo quanta coerenza è possibile riscontrare nelle sue frasi.

“Governo avanti ma si devono fare le cose”, Matteo Renzi 3/12/2013

"Non farò cadere il governo", Matteo Renzi a Porta a Porta, 3/12/2013

domenica 6 febbraio 2011

Caro Maurizio (Belpietro)

Caro Maurizio (Belpietro),
non ti inquietare. Non è che mi preoccupo che tu possa immolarti sul muretto di Dongo. Mi rassegno pure sul fatto che il premier, probabilmente, riuscirà a superare pure questa.
Mi rassegno pure sul fatto che ad ogni evidenza il consenso non cala nonostante le voci di "fotine" tutt'altro che caste. Me ne faccio una ragione se neanche questa volta "indagini giudiziarie e agguati parlamentari" son riusciti a farlo inciampare.

Faccio ancora un poco di fatica tuttavia ad accettare che si possa arrivare fino al consiglio regionale, fino in parlamento ed oltre per avere preso "110 e lode" all'università e soprattutto per essere gran belle donne nelle grazie del primo ministro.

Ancora mi pare disdicevole che Berlusconi debba pagare plotoni di donne e organizzare simili festicciole mentre il paese soffre come non mai la crisi economica ed il crollo del welfare.

Faccio pure molta fatica a comprendere come mai il primo ministro si senta legittimato ogni volta ad ignorare bellamente norme e procedure, che di una democrazia sono anima e garanzia.

Oppure la totale inattività, inerzia e sterilità del governo degli ultimi 6 mesi che non è stato capace di produrre un decreto dico uno od un regolamento degno di nota. Ecco, questo mi suscita ancora un certo fastidio.

Sai mica darmi una mano Maurizio

domenica 30 gennaio 2011

Berlusconi: "Noi pensiamo a Governare!". E si vede!

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A occhio e croce direi che il tempo per governare l'ha avuto. Probabilmente vi erano altri improrogabili impegni istituzionali..



Berlusconi: "lasciatemi governare" (28/3/1994)


"Noi non siamo qui per governare con l'ordinaria amministrazione" (11/03/2002)


"Governare un mestiere? No una missione" (10/04/2003)


"Vorrei Governare con la libertà dell'imprenditore" (11/09/2003)

"Noi pensiamo a governare per dare una risposta alle esigenze del paese" (26/10/2005)



Berlusconi tira dritto: "Pensiamo a governare" (16/07/2010)


"Pensiamo a governare, la gente vuole fatti, risposte concrete" (3/11/2010)


Berlusconi richiama tutti: "Pensiamo a governare" (30/01/2011)


martedì 14 dicembre 2010

Caduta Governo Berlusconi: appuntamento rimandato?




Quello che mi appresto a scrivere è un commento a caldo, quasi bollente, sulla fiducia votata oggi dalla Camera  al Senato al governo Berlusconi. Quanti prevedevano la caduta del Governo Berlusconi, hanno sbagliato i loro conti. Con 314 voti a favore contro 311voti contrari a Montecitorio, e 162 si contro 135 no al Senato, il governo può andare avanti. 
Non è dunque la fine di un'epoca, non lo è perlomeno oggi.
Analizzando brevemente la situazione posso solo affermare che ciò, a freddo, era prevedibile.
La crisi che si era venuta a determinare negli ultimi mesi implicava e coinvolgeva attori facenti parte dell'area generalmente riferibile al centrodestra: Confindustria, Fini, forse la Chiesa.

Questi attori, con motivazioni diverse, hanno valutato Berlusconi come non più adeguato a svolgere le funzioni di mediazione, rappresentanza e leadership che gli erano state attribuite, e se si considerano nel complesso le ultime vicissitudini che Berlusconi ha dovuto affrontare quali lo scandalo Ruby, le feste selvagge, le imperiture vicissitudini giudiziarie ed infine le indiscrezioni di Wikileaks, è facile comprenderne le motivazioni.
Se un leader screditato sul piano internazionale si rivela controproducente per quanto concerne gli interessi industriali italiani, e si rivela insostenibile ed ingiustificabile, nonostante gli equilibrismi di monsignor FIsichella, per la chiesa cattolica, proprio da queste posizioni ha tratto forza il progetto di alternativa di Fini, che ha elaborato un progetto di destra "legalitaria", nella speranza, a mio avviso, di rispondere alle esigenze di questi milieux. 

Ma ciò che credo vada rilevato, a costo di parere un poco berlusconiano nel ragionamento,è che ciò che non si è tenuto in conto adeguatamente è il ruolo fondamentale che riveste in una democrazia l'elettorato. E come ho sottolineato in altri post (vedi l'intervento sulla fine del governo, la seconda parte e la terza parte) la maggioranza dell'elettorato italiano, ha mantenuto fedelmente la sua fiducia nei confronti di Berlusconi sicuramente, e forse anche del suo progetto politico.
Non affronterò in questa sede gli elementi che hanno contribuito a determinare, sviluppare e rafforzare il consenso (non perché non importanti, ma semplicemente perché non esiste, allo stadio attuale, un articolo di legge che invalidi delle elezioni a seguito della predominanza mediatica di un contendente), ma sottolineo con forza questo aspetto: l'elettorato resta nella sua maggioranza favorevole a Berlusconi,  e, così stando le cose, nuove elezioni non modificherebbero la situazione, ma anzi, probabilmente, finirebbero per rafforzare la sua posizione.
Da qui l'impasse: un establishment sempre più avverso al Cavaliere contro un'elettorato (i cittadini) che mantengono l'appoggio incondizionato e, nel mezzo, un potere legislativo in attesa, indeciso su quale cavallo puntare, statico ed in imbarazzo.
Credo che dallo svolgimento di questo testo si possa comprendere e spiegare la sostanziale spaccatura del Senato e della Camera: a fronte dell'impossibilità di determinare un vincitore chiaro in questo duello, senatori e deputati sono costretti a comportarsi come giocatori incalliti alla roulette, nell'attesa che la pallina smetta di girare ed infine si posi sul numero definitivo.

E l'opposizione che ruolo riveste in tutto questo? Nessuno. Appunto...