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venerdì 7 gennaio 2011

L'ESERCITO DEGLI STATI UNITI ANCORA NEL MIO BLOG!

Tra le visite nel mio blog da qualche tempo trovo un visitatore affezionato proveniente da una simpatica città della California, negli Stati Uniti: Concord. 
La cosa mi ha suscitato non poca curiosità, non fosse altro che per il fatto che questo blog è scritto rigorosamente in Italiano, e le virtù di Google Traduttore, pur eccelse, sono molto limitate.
Mi è dunque subito tornata in mente l'esperienza fatta in seguito alla pubblicazione del mio Dossier Wikileaks, che era stato subito gratificato della visita dell'Esercito degli Stati Uniti, come potete trovare illustrato in questo post. 

Così, incuriosito sono andato a cercare informazioni sulla ridente cittadina della California su Wikipedia, a questa pagina, ed ho scoperto che:
"To the north of the city of Concord is the Concord Naval Weapons Station, which was established in 1942. The station functioned as a World War II armament storage depot, supplying ships at Port Chicago. The Concord NWS supported war efforts during the Vietnam War and through the end of the Gulf War, processing and shipping out thousands of tons of materiel to Southeast Asia and the Middle East."
Do dunque il bentornati ai miei cari amici marines, invitandoli magari a iscriversi alla newsletter e magari dare un'occhiata alle donazioni, che ci sostengono in questo lavoro molto impegnativo e potranno dunque loro garantire tante ore di piacere su Serata di Chiusura Blog.
Ne approfitto ancora una volta per ricordare COSA TROVERETE IN QUESTO BLOG:

1- I FATTI,  ciò che accade nel mondo, in Italia, sotto casa vostra, senza omettere né nascondere niente

2- LE OPINIONI, un punto di vista sui fatti, con l'obiettivo  di contribuire alla comprensione di ciò che ci sta intorno.

3- UNA VOCE CRITICA, derivata da un'analisi seria, oggettiva e rigorosa delle notizie.

4- UNO SPAZIO PER IL DIBATTITO, aperto a tutti e a qualsiasi argomento, con la sola regola del rispetto per le altrui opinioni.

Non sappiamo se ciò che andremo a scrivere risulterà sempre piacevole a governi, istituzioni e, naturalmente, all'esercito degli Stati Uniti. E' probabile invece che molto di quello che troverete, cari amici, su Serata di Chiusura blog, risulti scomodo, fastidioso, difficile da ingoiare.



Vi invitiamo tuttavia a continuare a seguire questo blog, convinti come siamo che lo spazio aperto, libero, forse spregiudicato e a volte irriverente, resti tuttavia la migliore garanzia per una società democratica sana, viva e vitale.

lunedì 27 dicembre 2010

Dossier Wikileaks: Assange arrestato e rilasciato per stupro. Wikileaks e i Pentagon Papers. Quali similarità? Quale Lezione?


Dossier WIkileaks: Accusato di stupro, in procinto di scrivere una biografia: Assange paladino della libertà di informazione o terrorista internazionale?

Proviamo a dare una risposta.

Lo scopo di Wikileaks è quello di denunciare gli "arcana corporis" degli stati, così come le azioni contrarie alla giustizia e censurate dai dirigenti e funzionari dei vari paesi. 
Le informazioni ricevute sono analizzate da una commissione speciale, prima di essere considerate valide per la pubblicazione. Wikileaks stabilisce quindi una strategia specifica per la loro divulgazione, affinché ogni operazione abbia l'effetto di una "bomba" nella zona interessata dalle rivelazioni.

A mio avviso è possibile stabilire un parallelo con i "Pentagon Papers", documenti top-secret di 7000 pagine del Dipartimento della difesa americano che furono rivelati da Daniel Ellsberg nel 1971 durante la presidenza Nixon e pubblicati in prima pagina il 13 luglio dal New York Times. 


Come per i Pentagon Papers, le rivelazioni di Wikileaks, pubblicate su giornali ed altri media internazionali, mostrano il lavorio sconosciuto della segreteria di stato degli Stati Uniti e le sue strategie. Hillary Clinton continua a scusarsi, quasi quotidianamente, a nome degli Stati Uniti d'America, con i leader dei paesi che vengono implicati di volta in volta. 
Contestualmente la segreteria di stato tenta di demonizzare Julian Assange come pericoloso terrorista. Lo si accusa di spionaggio e Obama ha espresso il desiderio di arrestarlo.
Il canadese Stephen Harper ha espresso anche l'idea che Assange debba venire assassinato. 

Assange è stato tenuto in prigione per nove giorni per un presunto reato sessuale a danni di due partner (che lo accusano della rottura del profilattico durante il rapporto sessuale. Stiamo parlando di questo: una fattispecie di reato che esiste solo in Svezia). E' difficile non vedere in questo un azione cospirativa volta a compromettere l'uomo che più di ogni altro simboleggia WIkileaks.

Queste azioni anti-Assange sono diventate più sistematiche da quando ha annunciato che Wikileaks aveva in mano i documenti interni di una delle più grandi banche degli Stati Uniti e l'intenzione di svelarli al più presto. Questi documenti dimostrerebbero l'irresponsabilità dell'istituto bancario nella catena di eventi che hanno portato alla crisi economica che ha scosso il mondo occidentale.
Numerosi commentatori hanno sottolineato come i responsabili di questa banca temano come la peste le rivelazioni di Assange e facciano di tutto, nell'ombra, per farlo smettere: pressioni nei confronti dei governi, tagli delle donazioni in denaro via Pay-Pal, ecc . 

La questione che si pone è se Julian Assange debba essere processato e imprigionato, Wikileaks chiuso oppure se stia semplicemente esercitando un diritto riconosciuto da tutte le costituzioni liberali. Se sia colpevole di aver diffuso documenti riservati o segreti, o se la colpa non sia attribuibile al governo degli Stati Uniti per non avere garantito sufficienti controlli.

Sottolineo subito che Julian Assange è, a mio avviso, un campione della libertà di informazione. Negli Stati Uniti, la Corte Suprema ha stabilito che i media possono "pubblicare informazioni riservate che incidono sulla sicurezza militare o nazionale".

Nel caso dei "Pentagon Papers", la Corte Suprema degli Stati Uniti ha anche statuito che "solo una stampa libera e senza vincoli può efficacemente esporre gli inganni dei governi".
In altre parole, quelle del giudice Black: "La stampa (dal punto di vista dei Padri fondatori) deve servire ai governati e non ai governanti. Il potere del governo di censurare la stampa è stato abolito perché la stampa rimanesse per sempre libera di censurare il governo". Quanto scritto è, a mio avviso, sufficiente a giustificare e legittimare l'operato di Julian Assange. 

Come ha sostenuto il senatore Paul: "Se nella nostra società la verità diventa un tradimento, significa che abbiamo grossi problemi."

Chi è interessato a capire e comprendere il mondo, ha il diritto di essere informato: è necessario per qualsiasi persona  democratica che intenda scegliere in modo intelligente il futuro del proprio paese. Il popolo, i cittadini, noi abbiamo il diritto di essere ben informati, al fine di formarsi opinioni e compiere scelte in maniera sana e corretta. 
Se queste informazioni sono fornite, manipolate, o anche solo sussurrate dai politici, saremo  necessariamente impossibilitati a formare le opinioni corrette e le scelte giuste.
Ciò che è emerso, dopo la pubblicazione dei documenti di Wikileaks, è che spesso ci sono state fornite informazioni incomplete. 

Dunque si può comprendere come Wikileaks con la sua azione rafforzi la democrazia nella misura in cui fornisce alla cittadinanza strumenti utili alla formazione dell'opinione.
In questa prospettiva è evidente come occorra difenderla, in quanto organizzazione che si dedica ad informarci correttamente sulla base di documenti autentici.

giovedì 23 dicembre 2010

L'ESERCITO DEGLI STATI UNITI NEL MIO BLOG!




E' con un pizzico di sorriso che mi accingo a scrivere del simpatico fuoriprogramma nel quale mi sono imbattuto qualche giorno fa.

Passati pochi minuti dopo aver  inserito in Serata di Chiusura blog il dossier wikileaks, consultando il widget del traffico che si trova in homepage, ho  trovato tra i visitatori niente di meno che l'Esercito degli Stati Uniti d'America.
Come potete vedere nello screenshot qui sotto, mi ha  lusingato della sua visita precisamente l'Fpo, Armed Forces Europe, che, a quanto pare, deve essersi molto interessato al mio post su Calipari e le indiscrezioni di Wikileaks.

Oltre a dare il benvenuto ai nostri cari amici marines, nella speranza che  possano apprezzare i contenuti dei post e non progettino invece  un'esportazione della democrazia direttamente nella mia stanza, ne approfitto anche per chiarire loro alcune cose.

COSA TROVERETE IN QUESTO BLOG

1- I FATTI,  ciò che accade nel mondo, in Italia, sotto casa vostra, senza omettere né nascondere niente

2- LE OPINIONI, un punto di vista sui fatti, con l'obiettivo  di contribuire alla comprensione di ciò che ci sta intorno.

3- UNA VOCE CRITICA, derivata da un'analisi seria, oggettiva e rigorosa delle notizie.

4- UNO SPAZIO PER IL DIBATTITO, aperto a tutti e a qualsiasi argomento, con la sola regola del rispetto per le altrui opinioni.

Non sappiamo se ciò che andremo a scrivere risulterà sempre piacevole a governi, istituzioni e, naturalmente, all'esercito degli Stati Uniti. E' probabile invece che molto di quello che troverete, cari amici, su Serata di Chiusura blog, risulti scomodo, fastidioso, difficile da ingoiare.

Vi invitiamo tuttavia a continuare a seguire questo blog, convinti come siamo che lo spazio aperto, libero, forse spregiudicato e a volte irriverente, resti tuttavia la migliore garanzia per una società democratica sana, viva e vitale.





martedì 21 dicembre 2010

DOSSIER WIKILEAKS: IN COSTANTE AGGIORNAMENTO

Wikileaks pareva dovesse generare una rivoluzione copernicana tanto del sistema informativo che del sistema delle relazioni internazionali.  A qualche settimana di distanza si può generalmente affermare che l'impatto delle rivelazioni del sito è stato incredibilmente basso, non si sono verificati smottamenti di rilievo nel sistema delle relazioni internazionali, né dimissioni dei dirigenti implicati.

A parere di chi scrive, la rivelazione più eclatante è esattamente ravvisabile in questo: l'assenza di conseguenze politicamente rilevanti.

Ad ogni modo, Wikileaks risulta essere un prisma incredibilmente efficace per analizzare e comprendere la realtà attuale nella misura in cui fini e obiettivi dichiarati da Assange e soci sono risultati fallimentari.
Wikileaks risulta dunque quasi indispensabile come strumento capace di mettere in luce le tensioni esistenti tra realtà, informazione e media.

Wikileaks è postmoderna in quanto mostra la portata relativa del concetto stesso di verità, e quasi indica la sostanziale inutilità di essa nel comprendere, mettere in luce ed incidere nel mondo reale.
E proprio in quest' ottica oggi comincia una nuova iniziativa editoriale di Serata Di Chiusura blog: il dossier Wikileaks. 
Attraverso questo strumento cercheremo di rendere contro dello "stato dell'arte" di Wikileaks, delle news e rivelazioni progressivamente svelate, del loro impatto politico e sociale e, soprattutto, cercheremo di utilizzare queste informazioni al fine di trarne analisi capaci di interpretare e spiegare la società contemporanea.

Innanzitutto compiremo un'opera di contestualizzazione cercando di spiegarne la storia, le finalità e gli obiettivi, le reazioni che ha generato. Potete quindi seguire i seguenti link:

 Cercando di mantenere ferma la distinzione tra informazione e realtà il dossier Wikileaks aggiornerà costantemente su cable e rivelazioni dell'organizzazione, mantenedo una sistematizzazione in senso geopolitico.
Cina

lunedì 20 dicembre 2010

Dossier Wikileaks: Calipari, le indagini ostacolate dal governo Berlusconi

Dossier Wikileaks: Calipari, le indagini ostacolate dal governo Berlusconi


20.12.2010 


Wikileaks ha pubblicato un nuovo cable dell'ambasciatore americano a Roma Mel Sembler che, il 3 Maggio 2005, comunicava a Washington di come il governo italiano avesse approntato un rapporto sui fatti tale da evitare indagini della magistratura italiana e di come agisse al fine di evitare un'inchiesta parlamentare relativamente alla morte di Nicola Calipari. 



Il cable sottolinea come Berlusconi, al fine di poter rafforzare la sua posizione di fronte al parlamento, avesse auspicato una telefonata da parte del presidente americano George Bush per poterla citare in aula, e di come il rapporto italiano, che sosteneva la tesi del "tragico incidente" e della non intenzionalità della morte di Calipari, fosse "volto specificamente a scoraggiare ulteriori indagini da parte della magistratura inquirente"
Ciò in quanto il governo italiano non voleva che "questo incidente avesse effetti negativi sulle eccellenti relazioni bilaterali" e sull'impegno italiano in Iraq.  
Inoltre "il governo italiano vuole porsi l'incidente dietro le spalle e spera che il rapporto serva a questo". 


Dopo colloqui con Gianfranco Fini, all'epoca ministro degli Esteri, Gianni Letta e Nicolò Pollari, capo del Sismi, l'ambasciatore scrisse: «Il governo bloccherà i tentativi delle commissioni parlamentari di aprire indagini... sostenendo che questo rapporto risponde alle domande in modo sufficiente".




Do you remember Sigonella?


Ciò che preme sottolineare é che quanto emerge in merito all'azione del governo italiano in rapporto all'assassinio dell'ispettore Calipari é deprecabile non solo per quanto concerne il cinismo mostrato nei confronti della morte di un servitore dello stato perito mentre svolgeva il suo dovere, ma lo è anche se si considera il ruolo rivestito dall'Italia sul proscenio internazionale nel corso di questa tragedia. 


Se il desiderio di ritagliarsi un ruolo e di "contare di più" è un principio costante della politica estera italiana fin dai tempi immediatamente successivi all'unificazione, che deriva tanto ragioni storiche ed economiche che, dirò, geopolitiche, tuttavia, ciò che stupisce è la scarsa intelligenza nell'applicazione  di questo principio mostrata dal governo Berlusconi.


La politica italiana dell'amicizia a tutti i costi nei confronti del potente alleato d'oltreoceano, ambiziosa di riconoscimenti formali e simbolici non ha prodotto alcun risultato sostanziale, ed il caso Calipari risulta paradigmatico nell'illustrare il fallimento della politica estera "alla Berlusconi", che si è mostrata miope nella misura in cui essa è andata contro gli interessi nazionali.


Gli interventi militari italiani in Afghanistan e Iraq, costosi dal punto di vista economico ed umano si sono rivelati altresì  deleteri nei confronti del capitale di buone relazioni italo-arabe accumulato in 60 anni di governi della repubblica.


Così, il governo Berlusconi, tenacemente preoccupato di mantenere il rapporto amicale col governo Usa, non ha saputo far valere gli interessi specifici del nostro paese, né ha saputo trarne vantaggi sostanziali, sacrificando questi e quelli, insieme alla verità sul caso Calipari, sull'altare di un'amicizia asimmetrica ed ineguale.


A mio avviso, si tratta di una colpa grave, che stride rispetto alle posizioni autonome che, anche in tempi recenti, altri governi hanno saputo assumere (Sigonella dice qualcosa?).


Stando così le cose, il governo italiano, al di là del lacerante caso specifico, ha mostrato di perseguire una politica estera sventata ed incoerente che ha ignorato- se non propriamente avversato- le tradizionali direttrici italiane (unione europea, paesi arabi..), privilegiando invece una politica filo atlantica e conservatrice contradditoria con gli interessi strategici ed economici italiani.


sabato 18 dicembre 2010

Wikileaks Dossier: Stati Uniti



    
  Wikileaks Dossier: Stati Uniti


Afghan War Diary


       Il termine Afghan War Diary o The War Logs designa un insieme di giornali pubblicati all'interno dell'esercito degli Stati Uniti, giornali che documentano lo svolgimento della guerra in Afghanistan dal 2001. Essi furono resi pubblici da Wikileaks il 25 luglio 2010, la quale ha esposto 91731 documenti, per un periodo compreso tra gennaio 2004 e dicembre 2009, a  The New York Times e Der Spiegel, che hanno pubblicato ciascuno differenti rapporti nello stessa giornata per intesa mutuale. 

       La fuga è stata una delle più importanti della storia militare degli Stati Uniti e ha rivelato delle informazioni sulla morte dei civili, l'aumento degli attacchi talebani e la supposta partecipazione di Pakistan e Iran negli attacchi talebani.
       
       Wikileak non ha svelato la fonte, ma le autorità militari americane affermano che si tratta di Bradley Manning.

Iraq War Logs

       Il 23 Ottobre 2010, dopo aver fornito un’anteprima a giornali stranieri importanti, Wikileaks ha messo in linea quasi 400.000  documenti segreti sull’Iraq: è la più grande fuga di  informazioni della storia militare. I documenti, riguardanti un periodo nel periodo dal 1 Aprile 2004 al 31 Dicembre 2009, essi hanno rilevato che la guerra aveva fatto circa 110.000 morti per questo periodo, di cui 66000 civili: questi documenti mettono in luce una tendenza di Stati Uniti e NATO: la dissimulazione delle vittime civili. 

Cablegate

       Tra novembre e dicembre 2010, WikiLeaks ha pubblicato documenti inviati a Washington dalle ambasciate degli Stati Uniti nel mondo intero. 

       I documenti consistono in informazioni sulle relazioni diplomatiche con gli altri paesi, con molti dettagli sui dirigenti dei paesi e l'opinione degli Stati Uniti su di essi. 
       I documenti mostrano dettagli sui problemi attuali che non erano conosciuti. 
       Le pubblicazioni mostrano inoltre che gli Stati Uniti hanno fatto dello spionaggio nei confronti delle Nazioni Unite.


Wikileaks dossier: l'Italia



Il presidente Silvio Berlusconi:


L’ambasciatore americano a Roma, David H. Thorne, considera che  "gli scandali sessuali, le inchieste giudiziarie, i problemi familiari e finaziari sembrano pesare sulla sanità personale e politica di Berlusconi come sulla sua capacità decisionale. L’ambasciatore aveva osservato, il 19  Ottobre, nel corso di un ricevimento, che il primo ministro “sembrava distratto e affaticato”. Il telegramma del 27 Ottobre precisa anche in un una nota che, al momento della prime presa di contatto dell’ambasciatore in Settembre “Berlusconi si era brevemente addormentato”
Berlusconi è anche definito come “Irresponsabile, pieno di se ed inefficace come dirigente europeo moderno”. Segue il ritratto di un uomo politico fermo nelle sue certezze, attorno al quale si è sviluppato un fenomeno di corte: “la fiducia in se stesso smisurata, nata da una forte e stabile popolarità, l’hanno reso sordo alle opinioni divergenti.  Lo stretto controllo che esercita sul suo governo ed il suo partito impedisce al suo entourage di comunicargli messaggi contrari”
Per Elizabeth Dibble, numero due dell’ambasciata romana, "Trattare con Berlusconi richiede un prudente equilibrio, mantenendo una cooperazione stretta con lui ed i suoi consiglieri chiave evitando di dare l’impressione che possa parlare in nostro nome con certi attori difficili del mondo”


L’Italia e la Russia


Il più grande desiderio di Berlusconi " è di restare nelle buone grazie del sig. Putin, ed ha spesso espresso opinioni che gli aveva direttamente dettato Putin" , indica una comunicazione. "La base della loro relazione è difficile da definire ma molti interlocutori riferiscono che il signor Berlusconi crede che " il suo amico" Putin gli dia più fiducia che a qualsiasi altro dirigente", ha indicato l' ambasciata americana. 
I due dirigenti avrebbero così avuto conversazioni quotidiane in piena guerra russo-georgiana del 2008, che aveva causato la rabbia dei paesi occidentali. 


Secondo i diplomatici americani, questa politica di prossimità si rivela benefica per l' Italia, in particolare per il commercio, ed utile personalmente per Berlusconi poiché vuole essere riconosciuto come una forza politica da Washington e come un interlocutore che conta in ambito Ue.  La politica estera italiana è " molto ricettiva agli sforzi russi per rafforzare la loro influenza politica nell'ambito dell'Unione europea" , indica il capo dell' ambasciata degli Stati Uniti a Roma.


" Un fattore lontano dall'essere poco importante è il desiderio di Berlusconi di essere visto come un attore europeo importante per quel che riguarda la politica estera, cosa che lo conduce ad andare là dove gli altri non osano andare"  è aggiunto.  




Wikileaks Dossier: La storia

Wikileaks Dossier: La Storia


Wikileaks, dall’inglese “leaks”, “fuga (di notizie)”,  è un’organizzazione internazionale a fine non lucrativo, sorta allo scopo di recuperare e condividere documenti riservati o segreti, in maniera anonima e protette da un possente sistema di crittazione. 


Il sito, creato nel dicembre 2006, ha raccolto a partire dal 2007 circa 1,2 milioni di documenti

Non è ancora chiaro chi siano i fondatori del sito Web, ma si ritiene che le informazioni possano essere pubblicate grazie ad una comunità d’internauti, composta da dissidenti cinesi, iraniani, da matematici ed esperti informatici di aziende americane, europee, di Taiwan, australiane e del Sudafrica, oltre a numerosi anonimi che non sono identificabili.


Wikileaks: i primi passi


2006: Mandato d’omicidio  in Somalia


Nel dicembre 2006, Hassan Dahir Aweys avrebbe ordinato di fare assassinare membri del governo somalo da sicari. Quando quest’informazione venne diffusa, Wikileaks precisò tuttavia che poteva trattarsi di un depistaggio operato dagli Stati Uniti.

2007: Corruzione e peculato in Kenya


Nell’Agosto 2007, alle elezioni presidenziali, il candidato sostenuto dall’ex presidente Daniel Arap Moi, dato come favorito, perse le elezioni con uno scarto del 10% a seguito di una fuga pubblicata da Wikileaks, che denunciava la sottrazione di fondi. Questo scoop valse ad Assange il premio Amnesty International (New Media) nel 2009.

2009 : l’affaire Marc Dutroux.


Il 17 Aprile 2009, Wikileks ha pubblicato l’integralità del processo del caso Marc Dutroux, il pedofilo belga, in particolare il riassunto delle sue audizioni. Si tratta di 1235 pagine di sintesi dell’inchiesta destinata al giudice istruttore, dossier coperto dal segreto istruttorio. L’origine della fuga sarebbe il giornalista lussemburghese Jean Nicolas, che ha coperto l’affare e che aveva accesso all’insieme dei documenti.


2009: Banca Kaupthing


Il 22 Luglio 2009, poco tempo prima del crollo del sistema bancario, Wikileaks a svelato il prestito di somme anomale e del cancellamento di debiti accordati dalla banca Kaupthing a profitto di clienti privilegiati.


2009: Climategate


Il 21 Novembre 2009, Wikileaks ha svelato dei documnti contenenti mail e programmi provenienti dal Climatic Research Unit, che hanno rivelato lo scandalo di modificazioni e dissimulazioni di dati legati alla ricerca sul clima, dando così origine al Climategate

Wikileaks dossier: Bielorussia

Wikileaks dossier: Bielorussia

Aleksandr Lukashenko, presidente della Bielorussia nonché avversario storico di Stati Uniti e mondo occidentale, è stato definito, in un dispaccio del 2006 da parte dell’ambasciatore Usa in Bielorussia George Krol, come leader "disturbato" e "bizzarro".

Da un altro cable, datato giugno 2006, che fa un elenco degli oligarchi più ricchi, si stima che il patrimonio personale di Lukashenko ammonti a 9 miliardi di dollari.

mercoledì 15 dicembre 2010

Wikileaks dossier: reazioni



L’Italia


Il capo del governo italiano  è scoppiato a ridere a proposito del contenuto delle fughe Wikileaks divulgate, evocanti le sue « feste selvagge”, e troppo compromesso con certi dirigenti come il russo Vladimir Putin.


Londra e Washington


La Casa Bianca ha condannato « nei termini più forti » la pubblicazione « irresponsabile e pericolosa” di questi documenti, affermando che l’iniziativa di Wikileaks potrebbe far correre dei rischi mortali a molte persone. Una posizione ripresa dai principali alleati di Wahington. Londra ha così condannato “ogni pubblicazione non autorizzata di informazioni classificate”, considerando come esse possano “mettere a rischio la sicurezza nazionale”
Anche i media statunitensi hanno reagito con forza, condannano Assange  per il suo ruolo nell’affare Wikileaks. 

Parigi solidale


In Francia, il porta parola del governo, François Baroin, ha dichiarato che Parigi era « molto solidale nei confronti dell’amministrazione americana » contro le pubblicazioni di documenti che condidera come una minaccia nei confronti delle “autorità e della sovranità democratica”

Medio Oriente

Le fughe confermano la tradizionale posizione d’Israele in favore di una grande fermezza a riguardo di Teheran, ed i suoi dubbi a riguardo della politica della mano tesa del presidente Barack Obama nei confronti dell’Iran. 


Ma i documenti rivelano le grandi inquietudini dei paesi arabi, Arabia Saudita in testa, di fronte ai programmi nucleari iraniani e delle molteplici domande del re Abdallah affinché gli americani predispongano un’azione militare contro Teheran, al fine di “tagliare la testa del serpente”.  Rivelazioni suscettibili di creare una nuova tensione nella regione. 


Nessun effetto sulle relazioni afgano americane


Ciò non avrà conseguenze sulle relazioni strategiche tra gli Stati Uniti e l’Afghanistan", ha dichiarato il porta-parola della presidenza afghana, Waheed Omer, nel corso di una confernza stampa a Kabul, giudicando negativamente la pubblicazione di questi documenti e precisando che i servizi continuavano a studiare i documenti. Non abbiamo fin qui trovato delle cose veramente importanti, e reagiremo se ne troveremo” ha aggiunto Omer.
Interrogato sulle critiche formulate nei confronti del presidente Hamid Karzai, descritto come un “leader debole” Omer ha indicato che in tali commenti non c’erano novità e ha aggiunto che “il presidente continuerà a fare ciò che ritiene sia meglio per l’Afghanistan. I commenti più offensivi riguardavano il fratello del presidente, Ahmend Wali Karzai, descritto come largamente corrotto ed implicato nel traffico di droga”, accuse peraltro regolarmente lanciate in questi ultimi anni dalle fonti di informazione e dei media americani.


Il primo ministro russo Vladimir Putin ha avvertito gli Stati Uniti di "Non ficcare il naso nei nostri affari" dopo il rilascio dei documenti, inoltre ha definito "calunnioso" soprannominare lui come "alpha dog" e "Batman" ed il presidente Medvedev come "Robin".


Il ministro degli esteri russo, Sergei Lavrov, ha definito la fuga di documenti riservati una "divertente lettura", e ha aggiunto che "in politica pratica prenderemo in considerazione le gesta dei nostri partner".


Il primo ministro turco, Recep Tayyip Erdogan, ha dichiarato: "Prima di tutto vediamo che altro c'è sul sito web. Dopodiché vedremo se c'è qualcosa di grave. La sincerità di Wikileaks è dubbia".


Il presidente, Hugo Chavez, ha dichiarato: "Devo congratularmi con la gente di Wikileaks per la loro audacia e il loro coraggio. Qualcuno dovrebbe studiare la stabilità mentale della signora Clinton, il minimo che può fare è dimettersi, insieme agli altri delinquenti che lavorano nel Dipartimento di Stato degli Stati Uniti.