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venerdì 28 gennaio 2011
Santoro, Masi e Berlusconi...la masnada di bravacci al soldo del potere
All'elenco di infamie di questa settimana, si aggiunge la telefonata di Masi in diretta ad Annozero che trovate riportata qui sotto.
Si conferma dunque, sempre più e sempre più violentemente, la presenza oppressiva di questa masnada di bravacci che bivaccano e controllano il sistema informativo, sociale e politico del nostro paese, uniti da legami innominabili al capo, come un esercito di barbari essi attaccano e devastano in modo cieco tutte le cittadelle della democrazia, incapaci di comprenderne le ripercussioni che saranno, loro malgrado, pesanti e dolorose per tutti, loro compresi. Ciò che tuttavia può dare coraggio a tutti i cittadino onesti è che essi, in ultima istanza, sono e restano dei bravacci.
Come sosteneva il vecchio Montanelli a questo mondo vi sono gli amici ed i compari, orbene il presidente del consiglio nella sua costruzione artificiosa e maliarda di potere ha potuto soltanto valersi di scherani mano a mano che il suo egotismo si faceva più sfrenato, le sue orecchie incapaci di ascoltare qualsiasi voce che non fosse di adulazione più smaccata, di elogio sperticato alle sue ricchezze e alla sua sessualità.
Così il declino della nostra Italia s'accompagna al declino pernicioso di un Berlusconi che, nonostante i molti difetti e, forse, i molti peccati, era ugualmente dotato di intelligenza prima imprenditoriale e poi politica, di una sensibilità eccezionale nel recepire e secondare gli umori profondi del paese.
Oggi ciò che più stupisce è il crollo tutto questo. Come un vecchio dittatore ebbro dai troppi successi, imbolsito dai troppi applausi, ora, proprio ora che tutto possiede e tutto potrebbe, sconfitti avversari interni ed esterni, Berlusconi sembra quasi incapace di reggere l'immane peso della gigantesca macchina di potere e controllo messa in piedi da lui stesso.
Poco a poco fuoriesce dalla maschera sorridente d'incantatore un nuovo volto, truce e bavoso, si odono sempre più vicine le avvisaglie del crollo. Berlusconi è solo, sempre più solo, è facile immaginarselo in scenari da corte persiana, attorniato da etere stanche, eunuchi e cortigiani e separato come da uno spesso vetro dal mondo reale, da questa nostra italia fatta di brava gente e grandi lavoratori.
Dunque lo affermo: il crollo è prossimo.
Ma sono pure sicuro che esso non basterà a condurre in rotte tranquille questo paese. Differentemente da altre epoche, all'ombra della dittatura non si è sviluppata una classe politica nuova e migliore. Ha invece continuato a bivaccare la stessa, solo imbruttita e degradata dal passare degli anni e degli insuccessi
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