1- U
2- Una riforma dell'università, che traghetti infine il vecchio, polveroso e stantio mondo accademico italiano nel nuovo millennio.
- Una riforma che sia capace di collegare in maniera sostanziale il mondo universitario con il mondo del lavoro. Non è concepibile che i professori continuino imperterriti nelle loro dotte dissertazioni senza minimamente tenere in conto le necessità dei giovani di trovare un lavoro e delle aziende di disporre di personale formato.
- Una riforma che garantisca la regolarità dei percorsi di studio. Non è possibile che il 70% degli studenti italiani sia fuoricorso, contro le percentuali infinitesimali degli altri stati dell'unione europea.
- Soldi. Investimenti. Raddoppiare, triplicare gli investimenti nell'istruzione e nella ricerca. Condizione sine qua non per rispondere alle sfide del mondo contemporaneo, per garantire una crescita equilibrata ed il mantenimento ed il miglioramente delle condizioni della società tutta
4- Una politica del lavoro coerente, riprendere in mano un discorso lasciato da parte. Il lavoro come categoria centrale di analisi della società. Produrre politiche di incentivo e di sostegno. Produrre politiche congruenti con l'articolo 1 della Costituzione che sancisce come la repubblica italiana sia fondata sul lavoro.
- Rimettere al centro i lavoratori, strutturare nuovi meccanismi di garanzia e protezione sociale, consapevoli che in un paese democratico il benessere è possibile solo se è condiviso da tutti i cittadini.
6- Investimenti nella ricerca, promuovere economie di scala. Riconsiderare ruolo e funzione della ricerca accompagnandola ad una più congruente relazione col mondo produttivo. Ricerca di nuovi player capaci di giocare un ruolo attivo nel business della ricerca.
7- Una politica di riequilibrio dei redditi, gravemente distorti negli ultimi anni, a detrimento del ceto medio e delle classi meno agiate. Una più giusta distribuzione della ricchezza nazionale indurrà un più facile humus per una crescita rilevante del paese.
8- Legalità, condizione sine qua non per lo sviluppo dell'Italia. Illegalità e corruzione producono economie distorte, inefficienze e sprechi. La lotta per la legalità deve passare per la considerazione che non si tratta di una battaglia etica o moralistica, bensì di una più vasta lotta politica che tocca gli interessi di ognuno.
9- Morale, dalla considerazione che ogni democrazia per preservarsi e crescere necessita di una morale pubblica condivisa, garanzia più forte della coercizione o della persuasione.
10- Sobrietà, dopo tanti fuochi d'artificio che dopo il botto e le luci hanno lasciato solo tanto fumo e odore di polvere da sparo, rivendichiamo il diritto ad una classe politica sobria, silenziosa, tutta sostanza, lavoro e serietà. Una classe politica che non ci seduca con le sue scorribande nel gossip ma invece ci annoi, e intanto che noi sbadigliamo, traghetti l'Italia in mari più tranquilli.
